Quartieri 

Certosa, il Comitato: «Quattro anni di cantieri Rfi e indennità promesse ancora ferme. Rixi intervenga»

L’associazione “Comitato Liberi Cittadini di Certosa” denuncia ritardi nei pagamenti delle indennità di cantiere e «assenza di dialogo» da parte di Rete Ferroviaria Italiana. «Coinvolte oltre 3.000 famiglie, esclusi i negozi. Chiediamo garanzie su sicurezza, rumori e riqualificazione del quartiere»

Da quattro anni, spiegano i residenti di Certosa, il quartiere convive con cantieri «di ogni tipo e a ogni orario»: dalle demolizioni e sostituzioni dei ponti alla riorganizzazione del parco ferroviario del Campasso. Un cantiere “dentro il quartiere”, lo definisce il Comitato Liberi Cittadini di Certosa, che accusa Rete Ferroviaria Italiana di avere aperto un confronto solo a tratti e «senza continuità».

Al centro della contestazione ci sono le indennità di cantiere per vibrazioni, polveri e rumore. Secondo il Comitato, a luglio 2024 Rfi avrebbe disposto tramite Cociv l’erogazione dei contributi ai residenti, definendo in autonomia criteri e importi. Ai nuclei familiari è stato chiesto di presentare la documentazione degli alloggi e sottoscrivere un modulo con cui Rfi si impegnava a pagare entro due mesi e a riconoscere una seconda tranche fino a luglio 2025, «in continuità con i lavori che, con ogni probabilità, proseguiranno fino al 2026».

Ad oggi, però, il Comitato parla di quattro mesi di ritardo «oltre ai tempi tecnici di autorizzazione e riscossione», e sostiene che oltre 3.000 famiglie attendano ancora i bonifici relativi al primo anno, «per un valore complessivo superiore ai 30 milioni». Resterebbero escluse – altro punto di frizione – le attività commerciali del quartiere, nonostante i disagi.

«Abbiamo scritto alla Regione, ai parlamentari liguri, ai consiglieri comunali e al Municipio, oltre che a Cociv — afferma l’associazione — ma rimbalziamo tra uffici: Rfi non risponde». Nel merito, il Comitato elenca le priorità:

  • sicurezza strutturale degli edifici monitorata e certificata;
  • rispetto dei limiti acustici e gestione delle lavorazioni più impattanti;
  • tutela delle persone anziane e dei soggetti fragili;
  • riqualificazione degli spazi pubblici al termine delle opere.

Il tono si fa politico nell’appello finale al viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi: «Chiediamo che venga garantito il rispetto delle regole da parte di tutti, anche di Rfi». L’associazione assicura che proseguirà la mobilitazione «in modo unito e determinato».

Dalla parte dei residenti resta l’aspettativa di un confronto stabile: un tavolo che entri nel merito di tempi, mitigazioni e ristori, per trasformare un cantiere percepito come invasivo in un percorso trasparente e condiviso. In attesa di risposte, la vita quotidiana di Certosa continua tra deviazioni, rumori e polvere: «Non molliamo – concludono dal Comitato – finché non vedremo impegni scritti e rispettati».


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